La materia rinasce. racconta. resiste.
Undici opere in edizione unica, costruite con ferro, legno e vetro che hanno già vissuto una vita di lavoro — in miniera, sulla ferrovia, in officina.
Le cose hanno un’ anima …
Le cose hanno una storia, un’anima. Sono state prodotte, usate, alfine gettate quando non credute più utili. Hanno convissuto con uomini e donne negli anni. Sono state toccate, strette tra le mani, utilizzate nelle case, nelle fabbriche, nei campi. Hanno conosciuto la fatica e gli sforzi delle persone e ne sono state partecipi, gregari collaboranti.
Gli oggetti che hanno accompagnato la vita dei nostri nonni e dei nostri padri non sono, al termine della loro (prima) parabola esistenziale, semplici rottami da gettare. Possono continuare utilmente a vivere, iniziando una nuova utile avventura. La scatola del cambio di un’automobile può diventare la base per un attaccapanni. La bobina avvolgicavo vede un’altra possibilità di vita, diventando un tavolo. La marmitta di scarico si trasforma in un tavolo.
La Tesi è l’oggetto. L’Antitesi, il suo abbandono. Cerchiamo la Sintesi: dare nuova vita alle cose del tempo andato.
«Il mondo non è stato creato una volta, ma tutte le volte che è sopravvenuto un artista originale… Fissare con la creazione artistica i momenti del passato equivale a recuperare il tempo perduto…»
Marcel Proust, Il tempo ritrovato
Dalla miniera
Nastri trasportatori, binari a scartamento ridotto e setacci: la miniera di barite consegna i suoi strumenti a una seconda vita.
Nastro miniera
Il nastro trasportatore della miniera di barite, con le sue traversine in castagno, diventa il primo gesto di accoglienza.
- Ferro
- Gomma
- Traversine in castagno
- Vetro
Provenienza: Nastro trasportatore — miniera di barite
Scambio
Un binario e il suo scambio ferroviario a scartamento ridotto, fermati nell’istante della decisione.
- Acciaio
- Vetro
- Traversine in castagno
Provenienza: Binario e scambio ferroviario — miniera di materiale ferroso
Cribrum
Il setaccio che separava la barite oggi filtra la luce.
- Setaccio da miniera
- Ferro
Provenienza: Miniera di estrazione della barite
«Fra tutti gli oggetti i più cari sono per me quelli usati, storti agli orli e ammaccati, i recipienti di rame, i coltelli e forchette che hanno di legno i manici, lucidi per tante mani. Penetrati nell’uso di molti, spesso mutati, migliorano forma, si fanno preziosi perché tante volte apprezzati.»
Bertolt Brecht
Dalla catena di montaggio
L’acciaio delle linee di produzione incontra il vetro retroverniciato: tre variazioni cromatiche e un tavolo direzionale.
Il giallo e il rosso
Vetro rosso retroverniciato
Solo il giallo
Vetro giallo retroverniciato
Il giallo e il blu
Vetro blu retroverniciato
Tre tavoli, un solo telaio: acciaio proveniente dalla catena di montaggio, piano in vetro trasparente e un fondo retroverniciato che ne cambia il carattere — rosso, giallo, blu.
Ferrivia
Il telaio d’acciaio della catena di montaggio incontra lamiera, cuoio e vetro.
- Telaio in acciaio
- Vetro
- Lamiera
- Cuoio
Provenienza: Catena di montaggio
Dalle officine
Cassetti, carrelli portamotori e profilati: gli attrezzi dell’officina meccanica diventano libreria e scultura d’uso.
E(r)culeum
Profilati, rete metallica e i cassetti di un’officina meccanica, montati su cuscinetti a sfera e ruote gommate.
- Profilati di ferro
- Rete metallica
- Cassetti da officina meccanica
- Cuscinetti a sfera
- Ruote gommate
Provenienza: Officina meccanica
Tunica Adsecula
Un carrello portamotori dell’industria motociclistica, sospeso tra funzione e scultura, con intervento d’artista.
- Acciaio
- Ferro saldato
- Carrello portamotori
- Intervento d'artista
Provenienza: Industria motociclistica
Dall'industria elettrica
Due bobine avvolgicavo, due misure: la geometria circolare dell’industria elettrica apparecchia la tavola.
Mensa circularis
& Mensa circularis (parva)
La bobina avvolgicavo dell’industria elettrica, legno e vetro retroverniciato: la misura conviviale del cerchio.
- Legno
- Vetro retroverniciato
- Banda adesiva poliuretanica
Provenienza: Bobina avvolgicavo — industria elettrica
Gli scacchi di Jetmir
Gli scacchi come rappresentazione della realtà. Vecchi pezzi di ferro sono ricomposti e formano re, regine, alfieri, torri e cavalli: statue di altezza variabile, dall’installazione monumentale al soprammobile.
Tanto più il pezzo è importante, tanto più è torto, deformato. Il pedone invece è scavato, “smangiato” nella parte sommitale: consumato dalle durezze dell’esistenza.
Con il mio fido destriero
Vecchi pezzi di ferro ricomposti nella figura del cavallo, in una statua alta quanto una persona. Lo stesso soggetto è realizzato anche in marmo, alto trenta centimetri: dall’installazione al soprammobile.
- Ferro di recupero
- Lamiera saldata
- Marmo bianco
- Basamento in ferro
Provenienza: Installazione in baita montana, Lecco
La regina prigioniera
Una scacchiera completa installata nella veranda di una villa privata. Tanto più il pezzo è importante, tanto più è torto: la regina è la più deformata di tutte.
- Ferro brunito
- Lamiera saldata
- Scacchiera in pietra
Provenienza: Installazione in villa privata, Svizzera
Alfiere solitario
Un solo pezzo, collocato sul terrazzamento davanti alla baita, con la Valsassina alle spalle.
- Ferro di recupero
- Lamiera saldata
Provenienza: Installazione in baita montana, Lecco
Tutte le opere
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Un vecchio stabilimento abbandonato in un piccolo paese della Valsassina.
Sono mura che hanno visto prima la stagionatura del taleggio e dei formaggi artigianali della storica casa “Ciresa”, poi la produzione di moto che hanno vinto numerosi titoli mondiali. Ora rivivono con una nuova missione.
Ogni opera esiste in un solo esemplare.
Raccontaci quale ti ha colpito: prepariamo scheda tecnica, dimensioni e disponibilità. Oppure vieni a vederla in officina.
- Via Provinciale Nord 1, 23836 Taceno (LC)
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